Una band dai confini precisi che riesce a far convivere nello stesso magma musicale la nausea esistenzialista, con l’energia dell’ hard inglese a cavallo tra ’70 e ’60. Gli Earthset con il loro album di debutto “In a State Of Altered Unconsciousness”, concentrano in undici brani, quasi un viaggio senza confine, nella musica più stimolante che prende dal grunge il lato meno sgangherato e decadente. Un tramonto visto dalla luna (Earthset), che ha più il sapor di un’alba per la freschezza e immediatezza di stile,  dei quattro ragazzi bolognesi. Sound equilibrato e al contempo eclettico; una sfida stilistica che addensa il noise –hard core,  in una quasi sistematica decostruzione della canzone (ascoltare So What e catalizzarsi verso A.S.T.R.A.Y ). L’impegno della band, sintetizzato nell’esperienza londinese, fa sfoggio del suo stile in continuo evoluzione senza perdere la sua  matrice: chitarre rigorose e voce straziante, quel piglio malinconico che diventa liquido più  che mai. Alterazione e attaccamento ai suoni spigolosamente armonici e ricamati su tessuti psichedelici e disturbati. E quando ascolti il pianoforte in Lovecraft, si insinua nella mente un intrigante stato emozionale di spettrale desolazione che si risolve nell’ energia di batteria e chitarra. Un intero mondo di brividi e suggestioni che scuotono il profondo.

earthset

Annunci